L'articolo pubblicato sul quotidiano nazionale "La Repubblica", dal titolo "Quando fare Pesi fa bene. La nuova via all'italiana", mette in risalto le iniziative della FIPCF, con particolare riguardo alla lotta contro il doping, al College giovanile e al protocollo d'intesa con la NSCA (associazione anericana che cura la formazione di Insegnanti Tecnici, prima al mondo nella promozione dello sviluppo della forza finalizzata al miglioramento della prestazione sportiva e della forma fisica).
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Quando fare pesi fa bene. La nuova via all'italiana
L'Italia vuole dettare la linea di un altro modo di fare pesi: con più spazio ai giovani e con una battaglia sempre più dura contro il doping. La Federazione (Fipcf) ha toccato i 50 mila tesserati e oltre 500 società. Prossimo obiettivo gli europei di Minsk ad aprile: punte di diamante Genny Pagliaro, Giorgio De Luca e Vito Dellino.
di FULVIO BIANCHI
Una doppia battaglia: contro il doping e per darsi un'immagine nuova, moderna, vincente. "Noi non abbiamo niente a che fare con il body building", taglia corto Antonio Urso, giovane presidente, siciliano di Caltanissetta, con le idee chiare e con tanto coraggio. Dirige dal 2005 la Fipcf, Federazione italiana pesistica e cultura fisica: 50.000 tesserati, 539 società. Facile associare (in passato) il sollevamento pesi a "mostri" sovente dopati. "Non è più così", sostiene Urso che è anche presidente della Federazione europea (Ewf), 50 Paesi. "Noi a livello europeo abbiamo sottoscritto un protocollo etico molto chiaro e duro, tanto che nelle Olimpiadi di Pechino l'Europa ha vinto solo due medaglie d'oro. Poco, quasi niente rispetto al passato. E' chiaro che molte Federazioni non sono state contente, ma questo poco importa: a me interessa dare davvero una svolta".
E' un problema di controlli: a poco servono quelli vicino alle gare, bisognerebbe puntare di più, nei casi sospetti, ai controlli a sorpresa. Ma deve stabilirlo il Cio. Ci sono Nazioni comunque, come la Bulgaria, che sono uscite di scena (chissà perché...): adesso - almeno a livello europeo - le più forti sono Polonia, Russia, Armenia. E l'Italia? Cinque medaglie d'oro all'Olimpiade, lontane nel tempo: Filippo Bottino, Anversa 1920; Piero Gabetti, Carlo Galimberti e Giuseppe Tonani, Parigi 1924; Norberto Oberburger, Los Angeles 1984. Adesso stiamo risalendo le posizioni, e potremmo toglierci qualche soddisfazione a livello europeo.
I campionati continentali si terranno quest'anno a Minsk, Bielorussia, dal 2 all'11 aprile: la Federazione punta su Genny Pagliaro, Giorgio De Luca, Vito Dellino. I tesserati, come detto, sono 50.000: 65% uomini, 35% donne. Si va dai bambini ai master. Quando Urso prese la Federazione, nel 2005, i tesserati erano 16.000. Le Regioni guida sono Friuli, Sardegna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Veneto. "Fare pesistica in Sicilia-ricorda Urso-era l'occasione anche per viaggiare, per superare lo Stretto...". Esiste anche un importante "college" a Lignano, ci spiega il segretario generale della Federazione, Francesco Bonincontro: "Lì i ragazzi studiano e si allenano, seguiti da tecnici e medici. Una struttura all'avanguardia, che ci darà di sicuro ottimi risultati".
Ma il presidente Urso non si ferma qui: punta ad entrare nel mondo della scuola, "perché fare pesi, e bene, è utile a tutti", e ha raggiunto anche un protocollo d'intesa con la NSCA (National Strength and Conditioning Association). Di cosa si tratta? Nata negli Stati Uniti negli anni Settanta, è la prima associazione al mondo attiva nella promozione dello sviluppo della forza finalizzata al miglioramento della prestazione sportiva e della forma fisica. Con oltre 34.000 iscritti in 70 Paesi del mondo, la NSCA rilascia due certificazioni che accertano e garantiscono la professionalità degli istruttori attivi nel mondo dello sport: il certificato di specialista nell'allenamento e condizionamento della forza e il certificato di personal trainer qualificato. Ora la NSCA sbarca anche in Italia. "Ma attenzione - ribadisce Urso - noi siamo ben lontani da certe pratiche del body building". Fare pesi fa bene: basta anche poco. Basta cominciare da giovani, e farlo bene, seguiti da istruttori preparati. L'Italia ora vuole dettare la linea.

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